LA STRUTTURA E LA GESTIONE

Purtroppo spesso vengono scoperte strutture i cui cani ospiti versano in condizioni orribili. Box sovraffollati e sporchi, senza un filo d’erba ma pieni di sassi, rifiuti e vari materiali pericolosi. Cani malnutriti, spaventati e malati. Maschi e femmine non sterilizzati nello stesso recinto malconcio. Mamme che cercano disperatamente un posticino tranquillo per i propri cuccioli, che spesso non sopravvivono per malattie e inedia. Cani non vaccinati, con problemi comportamentali di cui nessuno si occupa. Dietro tutto questo solitamente ci sono persone senza scrupoli che lucrano sui fondi stanziati dai Comuni che dovrebbero servire ad accudire i cani catturati vaganti sui rispettivi territori.
Il triste fenomeno normalmente si accompagna ad una prassi macabra e truffaldina: il Comune convenzionato con la struttura ogni anno paga a chi ce l’ha in gestione una quota per cane ospitato accalappiato nei propri confini, ma questa modalità di sovvenzionamento, unita alla mancanza di controlli da parte delle amministrazioni e degli organi competenti, purtroppo permette a chi gestisce la struttura di non denunciare al relativo Comune il decesso dei cani per i quali quest’ultimo pagava la quota. Di conseguenza, da una parte i Comuni sostengono spese anche per cani che ormai sono deceduti e dall’altra i gestori della struttura hanno tutto l’interesse a non far adottare gli ospiti e a tenerli in condizioni terribili per poter continuare ad incassare i fondi e allo stesso tempo ridurre all’osso le spese, utilizzando i soldi per scopi ben diversi dal benessere degli animali, violando, quindi, quanto previsto dalla Legge n° 281/91 che disciplina la tutela degli animali d’affezione (integrata dalla Legge Regione Veneto n° 60/93 per quanto riguarda la nostra Regione).

Per evitare anche il minimo dubbio circa la serietà della gestione del Rifugio C.I.P.A. di Fenil del Turco inaugurato nel 2007, la Lega Nazionale per la Difesa del Cane-sez. Rovigo e i Comuni della Provincia di Rovigo (Rovigo, Adria, Porto Viro, Lendinara, Occhiobello, Badia Polesine, Taglio di Po, Rosolina, Villadose, Ariano nel Polesine, Castelmassa, Fiesso Umbertiano, Polesella, San Martino di Venezze, Ceregnano, Lusia, Stienta, Trecenta, Castelnovo Bariano, Canaro, Arquà Polesine, Fratta Polesine, Costa di Rovigo, Bergantino, Ficarolo, Corbola, Giacciano con Baruchella, Villanova del Ghebbo, Pontecchio Polesine, Crespino, Melara, Ceneselli, Castelguglielmo, Gavello, Frassinelle Polesine, Bagnolo di Po, Pincara, Guarda Veneta, Villamarzana, San Bellino, Gaiba, Villanova Marchesana, Canda, Calto; esclusi Loreo, Papozze, Pettorazza Grimani, Porto Tolle e Salara), oltre a Boara Pisani della Provincia di Padova, aderenti alla Convenzione, hanno fortemente voluto un sistema di sovvenzionamento diverso da quello della “quota a cane” adottato dalla maggior parte delle strutture. Ogni Comune convenzionato, infatti, paga una quota annua calcolata in base al numero dei propri abitanti. In questo modo ogni amministrazione sa già quanto dovrà accantonare l’anno successivo e la nostra associazione è incentivata a trovare una famiglia (seppur selezionata!) agli ospiti del Rifugio C.I.P.A. in modo da poter utilizzare i fondi a nostra disposizione per prenderci cura al meglio di quei cani che continuano a soggiornare presso la struttura. Per realizzare il pareggio di bilancio a fine anno utilizziamo tutti i soldi (versati dai Comuni, raccolti grazie agli eventi, donati da persone generose) per occuparci dei nostri ospiti sotto tutti gli aspetti. Arrivano sterilizzati, microchippati e vaccinati dal Canile Sanitario (la struttura di fianco alla nostra gestita dai veterinari ULSS nella quale i cani accalappiati vaganti per il territorio restano per il termine di legge di 60 gg per poi passare nel nostro Rifugio). Vengono periodicamente visitati dal veterinario, ricevono quotidianamente le terapie necessarie, mangiano crocchette di prima qualità fornite dalla ditta Prolife di Galiazzo, vanno a passeggio con i nostri fantastici volontari.

Questa gestione responsabile sta ottenendo ottimi risultati in termini di adozioni (dal 2007 sono stati adottati oltre 1000 cani!) e di qualità della vita dei nostri ospiti, anche grazie alla sinergia con le Amministrazioni, sempre disponibili a sostenere iniziative di sensibilizzazione della cittadinanza. Il Rifugio C.I.P.A. nel 2011 è stato giudicato un “canile modello” dall’allora Sottosegretario al Ministero della Salute On. Martini.
Il nostro Rifugio svolge un ruolo importante anche in ambito sociale grazie ai numerosi progetti in collaborazione con SERT, Dipartimento di Salute Mentale, UEPE (Ufficio di Esecuzione Penale Esterna).

Il nostro Rifugio non è un semplice insieme di recinti contenenti cani ma un organismo attivo che non solo si prende cura dei propri ospiti ma sostiene e offre una possibilità di riscatto alle persone in difficoltà.
Visitare il nostro Rifugio è il modo migliore per appurare di persona la qualità di vita dei nostri ospiti, per conoscerli dal vivo e per rimanerne conquistati!